Magari potrei scrivere anch'io notizie sparse
ma molti di voi sono così bravi e veloci e attenti e presenti,
che forse non serve che anch'io faccia informazione.
Non serve per oggi.
Poi c'è il fatto che di solito io dormo a quest'ora,
mentre stamani sono in piedi prima dell'alba,
per un motivo che conosco ma che non è così grave.
A volte si fanno delle scemenze, poi si paga il prezzo (piccolo stavolta).
Finalmente dopo tre anni mi sono decisa a postare delle cose mie,
cioè degli scritti miei, cosa che non aveva motivo d'essere.
Nella vita di tutti i giorni non ci sono cose che “rilucono”
contrariamente alla mia mente che viaggia come scheggia nel vuoto.
Palline colorate e incandescenti si allontanano e si avvicinano, le palpebre pesanti mi ammazzano di stanchezza, il corpo rivendica il suo giusto riposo.
La sedia smaltata di bianco è dura sotto di me, mi sento annichilito e ipersensibile.
I sensi sono immersi nella biosfera, mi sento un navigatore araldico, un cocchiere notturno.
Le palpebre si sollevano e posso guardare davanti a me un'immagine chiara e enorme, una foto aerea, una gigantografia a colori, uno spaccato di mondo.
Da questa posizione ottengo una prospettiva multipla, tanto da creare un'area di attrazione un po' magica, ne sono completamente sommerso.
Su di me termina la punta del triangolo, dentro di me ha trovato posto questa tenzone; un filo di luce, spostarmi vorrebbe dire interrompere il circuito, finirebbe l'incantesimo.
I vestiti bianchi di seta pura ondulano alla brezza della sera, lassù al terzo piano nella terrazza che scotta.
Mi distraggo ancora e non vedo che una scia fosforescente davanti a me; si sdraia e si svolge, si srotola, poi si ferma.
La festa è terminata e il mio bicchiere è ancora pieno.
Ora fa freddo senza musica, ora che il vento si è placato e il triangolo si è spezzato.
Le voci si spengono a gruppi ed i tacchi a spillo si allontanano frettolosi.
Con il sospetto che questa vignetta venga cancellata, mi affretto a ricopiarla per non farla fagocitare dal tempo.
Finisco la birra e mi addormento, la navicella mi porterà su Glos, attorno alla terza orbita.
Buongiorno mondo, nel giorno del mio primo compleanno.
Da solo lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino...
a volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino...
Lo so del mondo e anche del resto,
lo so che tutto va in rovina...
di mattina, quando la gente dorme
col suo normale malumore,
può bastare un niente,
forse un piccolo bagliore,
un'aria già vissuta,
un paesaggio, che ne so...
E sto bene...
e sto bene come uno quando sogna...
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna...
Io sto bene...
proprio ora, proprio qui...
non è mica colpa mia,
se mi capita così...
E' come un'illogica allegria
di cui non so il motivo,
non so che cosa sia...
E' come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente...
Caro italiano,
non ti affannare. Se per caso domani perderai il lavoro, non disperare.
Vendi i mobili e compra una piccola roulotte e piazzati nei campi nomani.
Pensa, finalmente non dovrai più pagare l'affitto o il mutuo, non pagherai l'acqua, la luce, il gas, il telefono. Non pagherai più la tassa sui rifiuti, l'ICI, il canone rai. Pensa, ancora, non dovrai più fare la dichiarazione dei redditi e non pagherai acconti Irpef, non pagherai l'assicurazione sulla vita, l'assicurazione previdenziale complementare, l'assicurazione della macchina.
E poi, in ultimo come grande fortuna, se fai dei figli, cinque o sei, anche se non hai casa e lavoro, non te li poteranno via.
Sarai FINALMENTE LIBERO.
Pensaci.
Ma io ci sono, io ci sono,
ma io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora,
io coi miei sentimenti ci sono, io coi miei sentimenti ci sono ancora,
io con la mia rabbia ci sono, io con la mia rabbia ci sono ancora,
io con la mia voglia di cambiare ci sono,
io con la mia voglia di cambiare ci sono ancora.
Non credetegli quando vi mostreranno
la foto del mio corpo,
non credetegli.
Non credetegli quando vi diranno
che la luna è la luna,
se vi diranno che la luna è la luna,
che questa è la mia voce registrata,
che questa è la firma della mia confessione,
se vi diranno che un albero è un albero
non credetegli,
non credete
a nulla di quanto vi diranno
a nulla di quanto giureranno
a nulla di quanto vi mostreranno,
non credetegli.