mercoledì, 31 gennaio 2007

Magari potrei scrivere anch'io notizie sparse
ma molti di voi sono così bravi e veloci e attenti e presenti,
che forse non serve che anch'io faccia informazione.
Non serve per oggi.
Poi c'è il fatto che di solito io dormo a quest'ora,
mentre stamani sono in piedi prima dell'alba,
per un motivo che conosco ma che non è così grave.
A volte si fanno delle scemenze, poi si paga il prezzo (piccolo stavolta).
Finalmente dopo tre anni mi sono decisa a postare delle cose mie,
cioè degli scritti miei, cosa che non aveva motivo d'essere.
Nella vita di tutti i giorni non ci sono cose che “rilucono”
contrariamente alla mia mente che viaggia come scheggia nel vuoto.

rimuginato da: xx-maria alle ore 05:10 | link | commenti (6)
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martedì, 30 gennaio 2007

Sono spariti i commenti!

rimuginato da: xx-maria alle ore 10:58 | link | commenti (1)
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sabato, 27 gennaio 2007

Buon compleanno

Palline colorate e incandescenti si allontanano e si avvicinano, le palpebre pesanti mi ammazzano di stanchezza, il corpo rivendica il suo giusto riposo.
La sedia smaltata di bianco è dura sotto di me, mi sento annichilito e ipersensibile.
I sensi sono immersi nella biosfera, mi sento un navigatore araldico, un cocchiere notturno.
Le palpebre si sollevano e posso guardare davanti a me un'immagine chiara e enorme, una foto aerea, una gigantografia a colori, uno spaccato di mondo.
Da questa posizione ottengo una prospettiva multipla, tanto da creare un'area di attrazione un po' magica, ne sono completamente sommerso.
Su di me termina la punta del triangolo, dentro di me ha trovato posto questa tenzone; un filo di luce, spostarmi vorrebbe dire interrompere il circuito, finirebbe l'incantesimo.
I vestiti bianchi di seta pura ondulano alla brezza della sera, lassù al terzo piano nella terrazza che scotta.
Mi distraggo ancora e non vedo che una scia fosforescente davanti a me; si sdraia e si svolge, si srotola,  poi si ferma.
La festa è terminata e il mio bicchiere è ancora pieno.
Ora fa freddo senza musica, ora che il vento si è placato e il triangolo si è spezzato.
Le voci si spengono a gruppi ed i tacchi a spillo si allontanano frettolosi.

Con il sospetto che questa vignetta venga cancellata, mi affretto a ricopiarla per non farla fagocitare dal tempo.
Finisco la birra e mi addormento, la navicella mi porterà su Glos, attorno alla terza orbita.
Buongiorno mondo, nel giorno del mio primo compleanno.

rimuginato da: xx-maria alle ore 19:13 | link | commenti (7)
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venerdì, 26 gennaio 2007

Bali

I bradisismi si Bali ancora non li conosce nessuno.
Proprio ieri ho concluso il viaggio, mi sono distratto un attimo e la peronospera ha attaccato il raccolto. Abbandonato con lo sguardo il campo di trifogli e ricondotto il pensiero al prato, la ruggine ha già avvolto il colletto. Anche l'acqua si sta sollevando sopra Bali e non è acqua di pioggia ma acqua salata che perfora le rocce e fa marcire la terra. I succhi cellulari si sono saturati e c'è stata un'esplosione interna.
L'approccio con la città fantasma ha provocato il panico anche quaggiù, da lontano.
Il mare si è sollevato, l'arsura ha riconosciuto i liquidi e le cose implodono, con il crollo delle strutture. Scendendo dal treno i piedi affondano in una pozza melmosa.
Ho visto Bali nascosta sotto parasoli aperti e non ho fotografato che occhi socchiusi e sigari spenti; sguardi a merluzzo e un puzzo insistente di maremoto.
Le lontananze vermigliano inafferrabili nell'afosa foschia; penzolano calzini umidi e lenzuola bucate, i sedili ammuffiscono nella corriera.
Un viaggio allucinante, uno scomodo week-end senza tessere sanitarie e malaria a portata di mano.
Per il ritorno invece, un attimo, un salto immediato; sono passato dal silenzio al fragore, i rumori si sono assommati rapidamente, distorcendosi dentro il canale auricolare, sfociando dentro la testa.
Seduto nella terza carrozza, uno strano formicolio incomincia a pervadermi partendo dall'alluce destro, e sale, procurando non poco imbarazzo.
Un sentimento cronico di panico mi blocca il flusso sanguigno, il viso diventa paonazzo e gli occhi escono dalle orbite.
L'arrivo alla stazione è classico e a casa si può riflettere.
Qualcosa passando dentro di me ha lasciato il segno, qualcosa di improprio. Mi tasto il torace e mi risponde l'eco del respiro. Controllo ancora il torace impaurito, mi accorgo che manca qualcosa.
Non c'è ombra di dubbio: l'organo cardiaco è sparito, Bali mi ha strappato il cuore.
rimuginato da: xx-maria alle ore 20:38 | link | commenti (3)
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giovedì, 25 gennaio 2007

Nel mondo ci sono così tanti problemi che mi vergogno se improvvisamente i miei mi sembrano enormi, perché non lo sono.
Capisco che la fuori si combattono battaglie ben più serie e dolorose delle mie e non mi conforta, totalmente, sapere che le mie pene sono ben poca cosa.
Se perdonare un torto ad un amico o ad un fratello può sembrarmi solo un fatto di tempo, perdonare me stessa mi appare un'impresa eroica.
Se ho accettato dei compromessi è stato solo per pigrizia e per stoltezza. Se oggi, questi si rivoltano contro è un fatto naturale.
Cosa mi ha impedito di essere me stessa e di non lottare per le mie idee?
Cosa mi ha impedito di cercare le cose di cui avevo realmente bisogno e cosa può avermi indotto ad accettare un surrogato scomodo?
Conoscere se stessi è più difficile che comprendere gli altri.
Credo di aver pagato un prezzo più alto del dovuto ma forse è solo perché ora non vedo l'immediato riscontro.
Oggi, però, mi sono scrollata di dosso alcune mie paure.
Non voglio più rimandare; accordare fiducia non vuol dire essere ciechi di fronte agli errori di chi mi sta attorno.
Accetto il confronto, qualunque esso sia.
rimuginato da: xx-maria alle ore 15:56 | link | commenti (5)
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martedì, 23 gennaio 2007

Da solo lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino...
a volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino...

Lo so del mondo e anche del resto,
lo so che tutto va in rovina...
di mattina, quando la gente dorme
col suo normale malumore,
può bastare un niente,
forse un piccolo bagliore,
un'aria già vissuta,
un paesaggio, che ne so...

E sto bene...
e sto bene come uno quando sogna...
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna...
Io sto bene...
proprio ora, proprio qui...
non è mica colpa mia,
se mi capita così...

E' come un'illogica allegria
di cui non so il motivo,
non so che cosa sia...
E' come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente...

rimuginato da: xx-maria alle ore 21:17 | link | commenti (4)
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sabato, 20 gennaio 2007

Caro italiano,
non ti affannare. Se per caso domani perderai il lavoro, non disperare.
Vendi i mobili e compra una piccola roulotte e piazzati nei campi nomani.
Pensa, finalmente non dovrai più pagare l'affitto o il mutuo, non pagherai l'acqua, la luce, il gas, il telefono. Non pagherai più la tassa sui rifiuti, l'ICI, il canone rai. Pensa, ancora, non dovrai più fare la dichiarazione dei redditi e non pagherai acconti Irpef, non pagherai l'assicurazione sulla vita, l'assicurazione previdenziale complementare, l'assicurazione della macchina.
E poi, in ultimo come grande fortuna, se fai dei figli, cinque o sei, anche se non hai casa e lavoro, non te li poteranno via.
Sarai FINALMENTE LIBERO.
Pensaci.

rimuginato da: xx-maria alle ore 18:01 | link | commenti (2)
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mercoledì, 17 gennaio 2007

Ma io ci sono, io ci sono,
ma io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora,
io coi miei sentimenti ci sono, io coi miei sentimenti ci sono ancora,
io con la mia rabbia ci sono, io con la mia rabbia ci sono ancora,
io con la mia voglia di cambiare ci sono,
io con la mia voglia di cambiare ci sono ancora.

rimuginato da: xx-maria alle ore 18:41 | link | commenti (8)
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martedì, 09 gennaio 2007

Si, ci sono modi e modi
forse a volte io non ho modi
rimuginato da: xx-maria alle ore 18:20 | link | commenti (11)
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sabato, 06 gennaio 2007

TESTAMENTO CILENO
 
 

Non credetegli quando vi mostreranno

la foto del mio corpo,

non credetegli.

Non credetegli quando vi diranno

che la luna è la luna,

se vi diranno che la luna è la luna,

che questa è la mia voce registrata,

che questa è la firma della mia confessione,

se vi diranno che un albero è un albero

non credetegli,

non credete

a nulla di quanto vi diranno

a nulla di quanto giureranno

a nulla di quanto vi mostreranno,

non credetegli.

 
 
Ariel Dorfman
Scrittore e drammaturgo cileno
nato in Argentina

rimuginato da: xx-maria alle ore 11:03 | link | commenti (5)
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