Ti ho scritto quel breve sms, ma era vero, lo pensavo davvero.
In quel momento sarei voluta morire; morta nel momento stesso che ho pronunciato: ti amo.
Avrei preferito un colpo, uno sparo, dritto nella schiena.
Solo così non avrei sentito dolore, non avrei pianto, non mi sarei sentita smarrita e sola.
Eppure mi dibatto in sentimenti contrastanti e duri, forti e ingombranti. Mi sento forte della mia ragione ma sono simile ad una bambina smarrita quando mi perdo nel labirinto del cuore.
Sono cosciente dei benefici di questa nuova situazione ma nello stesso tempo è come se avessi perso qualcosa. Un’altalena di conferme e disdette, momenti di certezza ed altri di assoluto silenzio.
Ma troverò la strada, un’altra strada, che questa oramai devo lasciarla.
Mi rivedo forestale, con lo zaino in spalla e gli strumenti che pesano sulla schiena. In giro per la montagna, senza incontrare che alberi e vento, strani individui, sassi, ma stranamente in pace con il mondo.
È un invito a cena senza invitati.
Un invito stereo a lume di lampade neon con sottofondo musicale di tre bassi e una voce.
Avremo come menu risate e gamberetti, come ormai e usanza da queste parti, insomma una cena a base di leccornie e smorfie.
È gradito l’abito a scacchi con papillon rosso e scarpe bianche.
Tema della serata sarà il silenzio, spassosissimo passatempo di chi ha come norma la rituale agitazione quotidiana.
È assicurato l’anonimato, posteggio gratis per i senza macchina, camerieri di se stessi sicuramente discreti.
Riserverò a voi giovani invitati delle sorprese teatrali in quanto è ormai d’obbligo rivolgersi a commedianti recitando. Io non ho ancora imparato la mia parte, ma sono già a buon punto.
Consiglio la massima disinvoltura e avverto che saranno allontanati i cosiddetti snobisti.
In apertura della serata saranno presentati gli abiti indossati da voi con immaginabile varietà. Poi la ricerca delle sedie sarà compito di chi ha voglia di accomodarsi.
Purtroppo questo lungo elenco di noiosi consigli ed obblighi era necessario e a me l’incombenza di ogni eventuale rimarco.
Non mi rimane di augurarvi una lieta digestione e un sereno sonno.
La casa.
(dal blog di MB)