mercoledì, 28 febbraio 2007

C'è una lettera dell'alfabeto che ha attirato la mia attenzione.
La lettera A, una lettera maschile, non femminile.
Proprio all'inizio, subito, repentina.
Una A sincera, tenace, risoluta, scontrosa, timida e sensuale.
Come fare a cancellarla, no, è prorpio una lettera da tenere presente, una lettera dalla quale posso attingere e stupirmi, una lettera inesauribile.
rimuginato da: xx-maria alle ore 20:34 | link | commenti (8)
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domenica, 25 febbraio 2007

Ed io invece rimarrei qui
nella mia macchina
tutta la notte
sotto la pioggia
con la radio accesa
rimuginato da: xx-maria alle ore 20:52 | link | commenti (6)
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sabato, 24 febbraio 2007

Ti ho scritto quel breve sms, ma era vero, lo pensavo davvero.
In quel momento sarei voluta morire; morta nel momento stesso che ho pronunciato: ti amo.
Avrei preferito un colpo, uno sparo, dritto nella schiena.
Solo così non avrei sentito dolore, non avrei pianto, non mi sarei sentita smarrita e sola.
Eppure mi dibatto in sentimenti contrastanti e duri, forti e ingombranti. Mi sento forte della mia ragione ma sono simile ad una bambina smarrita quando mi perdo nel labirinto del cuore.
Sono cosciente dei benefici di questa nuova situazione ma nello stesso tempo è come se avessi perso qualcosa. Un’altalena di conferme e disdette, momenti di certezza ed altri di assoluto silenzio.
Ma troverò la strada, un’altra strada, che questa oramai devo lasciarla.
Mi rivedo forestale, con lo zaino in spalla e gli strumenti che pesano sulla schiena. In giro per la montagna, senza incontrare che alberi e vento, strani individui, sassi, ma stranamente in pace con il mondo.

rimuginato da: xx-maria alle ore 17:07 | link | commenti (6)
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Sergio Staio

Sergio Staino
rimuginato da: xx-maria alle ore 15:35 | link | commenti
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mercoledì, 21 febbraio 2007

 

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
da Venti poesie d'amore e una canzone disperata (Neruda)
rimuginato da: xx-maria alle ore 23:06 | link | commenti (3)
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martedì, 20 febbraio 2007

Andrea Pazienza
Paz
Gli Studenti di Sinistra, in collaborazione con il Teatro Puccini e la Scuola Internazionale di Comics - Firenze, presentano:
ANDREA PAZIENZA
A partire da lunedì 19 febbraio ore 19:30 a lunedì 26 febbraio, presso il foyer del Teatro Puccini, Via delle Cascine, 41 - Firenze, verranno esposte ventuno tavole originali dell’autore, senza dubbio, il più rappresentativo degli anni '70 ... Andrea Pazienza.

Lunedì 19 febbraio 2007
Teatro Puccini

Ore 19.30 - Inaugurazione mostra Andrea Pazienza
La mostra, a ingresso libero, potrà essere visitata nel seguente orario: Lun-Ven 15.30- 23.00 e Sab. 10.00-13.00

Ore 20.30 - Proiezione del film-documentario "Paz e il '77"
Ore 21.45 - Intervengono Sergio Staino e Marina Comandino
Ore 22.15 - Interpretazione teatrale de "Il Pompeo" regia di Davide Grassetti


Lunedì 26 febbraio 2007
Teatro Puccini
Ore 21.00 – Proiezione del film "Paz!"
A seguire il dibattito con il regista Renato De Maria
rimuginato da: xx-maria alle ore 15:37 | link | commenti (2)
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domenica, 18 febbraio 2007

Invito a cena

È un invito a cena senza invitati.
Un invito stereo a lume di lampade neon con sottofondo musicale di tre bassi e una voce.
Avremo come menu risate e gamberetti, come ormai e usanza da queste parti, insomma una cena a base di leccornie e smorfie.
È gradito l’abito a scacchi con papillon rosso e scarpe bianche.
Tema della serata sarà il silenzio, spassosissimo passatempo di chi ha come norma la rituale agitazione quotidiana.
È assicurato l’anonimato, posteggio gratis per i senza macchina, camerieri di se stessi sicuramente discreti.
Riserverò a voi giovani invitati delle sorprese teatrali in quanto è ormai d’obbligo rivolgersi a commedianti recitando. Io non ho ancora imparato la mia parte, ma sono già a buon punto.
Consiglio la massima disinvoltura e avverto che saranno allontanati i cosiddetti snobisti.
In apertura della serata saranno presentati gli abiti indossati da voi con immaginabile varietà. Poi la ricerca delle sedie sarà compito di chi ha voglia di accomodarsi.
Purtroppo questo lungo elenco di noiosi consigli ed obblighi era necessario e a me l’incombenza di ogni eventuale rimarco.
Non mi rimane di augurarvi una lieta digestione e un sereno sonno.
La casa.

rimuginato da: xx-maria alle ore 22:47 | link | commenti (6)
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giovedì, 15 febbraio 2007

Vittimismo e Comunicazione
La comunicazione presenta tre aspetti: la trasmissione, gli effetti che produce e il contenuto.
La trasmissione riguarda il modo in cui il messaggio viene trasmesso.
Gli effetti che produce sono le conseguenze e queste possono essere funzionali e disfunzionali alla comunicazione, nel senso che possono tendere ad aprirla o a bloccarla. Questi effetti dipendono e sono strettamente collegati al contenuto della comunicazione.
Il contenuto può essere assertivo, aggressivo e vittimistico.
La comunicazione assertiva è chiara, sintetica, esplicita. In tal caso il parlante si prende la responsabilità di dire ciò che pensa.
La comunicazione aggressiva è quella che sottende un rimprovero. (Esempio: " Si può sapere cosa hai fatto?"). Chi ascolta alza le barriere.
La comunicazione vittimistica è quella con la quale si esprimono i propri bisogni in maniera da colpevolizzare l'altro. (Es.: "Non ce la faccio più ad ascoltarti", "Mi alzo e me ne vado"). L'effetto di questa comunicazione è di produrre nell'altro una reazione di evitamento, bloccando così la relazione. Nel vittimismo c'è sempre un atteggiamento passivo-aggressivo.
Di fronte ad una comunicazione aggressiva (Es.: "Si può sapere dove hai messo il libro?"), si può rispondere:
a) in maniera assertiva (es.: "Nel secondo cassetto")
b) in maniera aggressiva (es.: "Ma perché non puoi cercarlo?")
c) in maniera vittimistica (es.: "Ma non puoi sempre chiedermi tutto!")
La risposta aggressiva ha come effetto quello di provocare in chi ascolta, altra aggressività.
La relazione quindi diventa simmetrica e non complementare.
Si ha comunicazione simmetrica quando si utilizza la stessa modalità dell'interlocutore (aggressiva o vittimistica).
In tal caso la comunicazione è disfunzionale fino ad arrivare all'escalation simmetrica (esasperazione del conflitto).
Si ha comunicazione complementare quando si interrompe la modalità aggressiva o vittimistica dell'interlocutore, perché si utilizza la comunicazione assertiva, facendo sì che l'altro, si prenda le proprie responsabilità. Poiché fa chiarezza e apertura, questa comunicazione è funzionale.

(dal blog di MB)

 

rimuginato da: xx-maria alle ore 08:37 | link | commenti (2)
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domenica, 11 febbraio 2007

La norma
E voli via come un asteroide, velocissimo contro ogni forza di gravità.
Lo spazio non ferma la tua corsa, lanciato contro ogni battaglia da te già stravinta.
Un suono che mi scuote... cos'è che mi risucchia in questo rigurgito rumoroso?
Che giorno è? Non doveva essere già domenica?
Rovesci di musica nuova anche oggi mi stupiscono e la lotta per non cadere è feroce.
Mi sollevo lentamente dal mio torpore e non riconosco il mio corpo stanco come dopo una guerra all'ultimo sangue.
Fuori, veloce come il vento, ma mai potrò raggiungere il tempo che mi sfugge.
Collego, scollego, rileggo, dimentico, mi rodo, mi diverto...

rimuginato da: xx-maria alle ore 22:52 | link | commenti (8)
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Non lasciare che il vento porti via nuovamente i tuoi pensieri
non far ritornare il silenzio assordante nella tua mente
come puoi


Alan cercò intorno il suo passaporto
si accorse che lo aveva dimenticato,
chissà dove.
Posata indietro la testa, guarda ad occhi chiusi
e mi racconta:
il cielo è buio e le mani fredde,
il mio vento sposta i pensieri e la polvere
mi sporca la bocca.
Metti su un disco, forse c'è ancora qualcosa
da salvare.
Un'idea per debellare la frenesia
o per dare risposta all'impasse di oggi.
Non fermarti adesso, c'è ancora poco a finire.
Ancora un momento, ancora uno,
non lasciare anche questo.
rimuginato da: xx-maria alle ore 22:33 | link | commenti
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