La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.
Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.
Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.
...E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
Quanto tempo abbiamo ancora di autonomia?
Sento in TV i piloti dell'Alitalia dire che amano molto il loro lavoro.
E CI CREDO, CAVOLO.
Per ogni aereo c'erano 27 piloti (se non sbaglio)...
E quando volavano? Forse nei sonni a casa loro!
Mi sento come una pila:
ESAUSTA.
Avrei voluto dissolvere la tua paura,
rompendo la bolla degli schemi di costume,
per questo ti voglio pensare libero dall'angoscia di ferire,
a sorvolare i tuo sogni.
Sulla brace si consuma la vita
e tu non lasci che le folate di fumo ti rapiscano
per rimanere prigioniero dei mei incanti.
Ho paura di vederti piano piano sparire,
annullato dalla consuetudine,
tramutato in camaleonte,
atrofizzato dall'inerzia.
Mi sento inerme e muta,
senza poterti salvare dal gorgo ingordo di progetti antichi.
Le tue ragioni non sono sempre le mie ragioni.